SoliLOquio controlLato
Ombra che tuoni
ombra che vai,
accanto mi sfiori
gelidi brividi.
Non domandare
chi fu amato
chi fu odiato,
l’amore crede
la cura
per i duri di cuore
non destando
la culla
su soffici cuscini,
ma tremando della morte
per tornare ad amare
nel più dolce dei modi
dopo sacrifici enormi
per quel piccolo seme nascente
in cui credo fermamente.
Non prendo mai per mano la bontà,
evito con arroganza l’ipocrisia,
quasi mai mi prendo in giro da sola
amare qualcuno che non ti ama e mente,
è più difficile che morire,
ma se gli angeli
che siamo noi,
ci chiamano da un altro cielo
per essere ascoltati,
allora la pena di esser
morta per quel briciolo
di speranza
annienta tutte le forme amare dell’odio.
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Commenti (1)
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Ugo Mastrogiovanni3 giugno 2007
Delicate e profonde sensazioni in versi corretti e precisi degli d’essere meditati.