L'albero
Francesco Cavallari
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Ancorché il freddo assilla
a tutto campo
il va e vieni della spola
scalda il mio corpo,
scorgo sovente
l’albero spoglio.
La primavera verdeggia
con flemma
la veduta campestre,
si erge l’albero fiorito
di intensa rosa
si schiudono i pensieri in mille porte.
Sotto l’arsura del sole
riposo ignaro sotto desso albero
che ombreggia me
e lo stanco membro.
E’ arrivato testè
che mi desta il ricordo
per i frutti di stagione
sparsi nel foglioso grembo.
Rapisco un frutto
dopo un lungo faticare,
e nel suo rezzo
con la morbida lanugine,
assaporo con gusto
la deliziosa pesca.
©
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