Ti colsi
massimo turbi
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sprazzi di tempeste lunari
sulla pelle bianca
carezzata dalle rose d'autunno
ti colsi alle prime ore del mattino
sotto la bruma stellata di orizzonti
e ti baciai frusciando
alla sorgente dello spirito gioioso
capace di confondermi
nelle fragilità del soffio vitale
innata creatura dell'amore
sciogli questi lacci ai palmi
che ti cercano nel disperato bisogno
di tenerti ancora con me
fa che sia luce
negli angoli remoti del passato
per redimermi nel lasciare la strada dei fossi
e affrontare come tuo sposo
il disegno del fato a noi concesso
di vivere secondo la madre dell'amore
ogni giorno accanto a te
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massimo turbi
Commenti (1)
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Antonella174 luglio 2014
il bisogno profondo di amare ed essere amati... emozioni profonde ad ogni verso.

