Il ruscello
Francesco Cavallari
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Nell’andar colaggiù
in un profondo bosco
frammezzo ai fieri arbusti
mi giunge un’orgia di colori, di suoni.
I soavi augelli
con un cicaleccio
si posano in su sulle calorose fronde.
L’allegro sole
con i suoi raggi radiosi
si trastulla con luce e ombra.
L’acqua del rivo
con il rumorio infrasonoro
si muove a getto continuo.
Guardo i sassi senza ordine
sparsi qua e là
e attraversati dall’acqua
che prima esita e poi va.
Mi passa oltre
un tralcio galleggiante
caduto chissà dove.
La natura ci parla
con questo multiforme linguaggio,
questa è la vita,
lo stimolo ad un ascoltare
è antico come l’uomo.
Mi dirigo in loco
passando lunghesso il ruscello
fino a che affluisce alla cascata
sentendo il fragore di vita,
il suo sprizzo di gioia.
©
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Francesco Cavallari
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