Albino
Giorgia Spurio
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Come l’albina notte
i tuoi occhi,
di ghiaccio potrebbero d’imbarazzo
accendere le stelle rosse
come gli occhi della sera e del tramonto,
come le ali che l’aurora
richiude, indietro, sulla schiena dei gabbiani.
-Scappai-
Come l’ombra al suo segugio,
-Scappasti-
Come il freddo che si smaschera dal gelo.
-Ti ho cercata-
Cuore che nel seno impazza.
-Ti ho cercata-
Singhiozzo e sorriso,
come rossi i capelli del fuoco.
Perché le lucertole del cielo
segnano ghirigori celtici,
e suoni di bocche che assottigliano il vento,
voci immacolate di seta bianca e nera,
voci che sanno baciare il collo
di cui la semplicità esplode.
Mi donasti pizzo per non riflettere,
specchio che d’adagio bisbiglia,
ridonami mano d’angelo
con le dita del diavolo candido,
-intoccabile candore come la tua pelle
e brucia, e prende, e rimane, e cicatrizza
i polsi-.
Pizzo, di cenere, dal vergine al grigio,
mi nascosi, come l’angolo che si veste di buio,
come l’inverno che congela le dolcezze nella gola,
e sfuggo, abbasso le palpebre e non la guardia,
e fuggo, proteggendomi con le ciglia sul viso.
Ma perché hai il colore della neve?
Che arde sulle guance,
come il bacio della salsedine
che schiaffeggia la brezza.
Ma perché hai il colore dei sogni da bambina?
Che ulula come le foglie dei gelsi,
degli abeti e dei colli,
come le ossa, e le falangi,
come le clavicole che sostengono le bufere,
come la linea della tua voce...
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Matilde Marcuzzo9 luglio 2014
mamma mia ... che bella... ---> Perché le lucertole del cielo segnano ghirigori celtici, e suoni di bocche che assottigliano il vento, voci immacolate di seta bianca e nera, voci che sanno baciare il collo di cui la semplicità esplode. complimenti s+ f

