Verso Siena
alias Marina Pacifici
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Mi palpita nel ricordo
il paesaggio nell'abbagliante fulgore
di una lontana primavera
in Terra di Toscana,
luce della memoria
che mitiga il nulla quotidiano
nella sferza sul lago della tramontana.
Brillava il sole in un mattino terso,
lieto era il nostro andare
in un tenero bocciolo di ore,
fra l'abbraccio verdeggiante delle colline,
che nella nostalgia
come la rondine nell'elegiaco incanto torna a volare.
I poggi a noi d'intorno
fiorivano nella stagione dell'amore
e s' aprivano in un digradare dolce e senza pari
in un ventaglio vivido di colore,
che ho serbato nello scrigno della reminiscenza
fra i ricordi più cari.
Una distesa agreste di serenità senza fine,
il fremito della brezza su un mare di ulivi d'argento,
nell'aspra sera di solitudine
una nota di rimpianto diviene concerto
di un tempo che nella nostalgia indulge da galantuomo
tra lo sguardo fragrante della verbena.
Ed eccoci insieme sulla radiosa altura
mano nella mano,
dove magnifica signora si stagliò all'orizzonte Siena
con l'armonioso profilo del suo Duomo
nel risplendere del paesaggio toscano.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Francesco Rossi7 luglio 2014
Una dedica che ha per contorno l'atmosfera che solo Siena nella sua intima piazza e nei dintorni dei colli toscani sa dare.

