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Impressioni 7 luglio 2014 · lettura 1 min · 2545 letture

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Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Non dormire, diceva la donna, non dormire, parlami. Sembrò naturale. Finalmente la strada e con essa le chincaglierie: s'ergono sedute, ora a riposo. Finalmente. Finalmente le mani i fianchi le calze pulite, nascoste - vidi, erano gabbiani dalle mani enormi, uno dopo l'altro rumoreggiare d'ali - estraneo - sulla nuca dell'ispanico; - continuano, accadono così le cose - venute, vanno, verso la via pubblica per altre faccende, un passaggio d'intenzioni. L'auto con retrovisori, chiusa. La bottiglia di plastica, vuota, dinnanzi - dice - lì, da prima. Due passeggini usati l'ingresso della palazzina con finestre. Non so dire meglio di noi l'ampiezza, la precisione della solitudine che ci raccoglie, ancora vivi.
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*grazie

L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (2)

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Francesco Rossi7 luglio 2014

La poetessa con stile mette sul piatto dello scorrere della vita la possibilità di un inabissamento di dimensioni sconosciute, riferendosi all'interiorità. In quel passaggio di intenzioni che da ampiezza alla lirica io ad esempio vedo il mio corpo scivolare via nell'immenso; proprio perché la staticità non è nel mio dna, e l'esistenza se accompagnata dalla solitudine può diventare una incognita.

Amara8 luglio 2014

sa dire, offrire agli occhi e al pensiero... la chiusa mi ha colpito, dopo lo scorrere preciso... e una 'e' in più a quel rumoreggiar la renderebbe, per me, perfetta...