"Di falso inverno"
Stefano Drakul Canepa
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Terra che non piange una preghiera
su quei colori grigi dell'estate
che il respiro richiama alla memoria
nelle sere senza storia, senza traccia
Profumi che non mentono lo sguardo
anche quando i passi ingannano le rive
ed il fiume resta muto con la scure
del tempo a far da sogno al vespro
Occhi che non trovano un ricordo
per cui piangere rugiada sulle aurore
promesse altrove, ai pochi lidi neri
che il cuore ha lasciato ad altri imperi
Sole che riluce a tratti fra le nubi
di un mattino fragile fra sonno e pena,
luna in cancrena sopravvissuta a notte
per poi abbandonare le sue vestali
Ad un buio prematuro, di falso inverno.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Catia Dinoni9 luglio 2014
Quando la natura prende il sopravvento, e ovatta tutto dentro il suo vortice, tutto viene avvolto di luce cupa, gonfiano nubi mescolandosi tra terra e cielo, il grigio è sposo sull'altare di un estate che ancora è muta di silenzi. Suggestiva e ben esposta nelle sue sfumature, apprezzata.

