Quarta Introspezione
Guardo il passato e il bambino che ero
Un ricordo nel cuor sempre più nero
Sogno e sorriso antichi compagni
Caduti nel viaggio tra questi stagni
Che sono dimore di tanto dolore
Loro alla vita han tolto colore
E mentre c'è chi piange, e chi cade
Il bambino dal mio corpo evade
Lasciando, quel cuore che più non batte
Lasciando, un neonato senza latte
In un mondo pieno di brutta gente
Sbagliato, per chi va controcorrente
E, in quel triste silenzio d'un pianto,
Pian piano riparte il mio cuore infranto.
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Commenti (1)
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Annamaria Barone10 luglio 2014
con dolore si spezza il guscio e la crisalide diventa farfalla, con dolore si cresce e con dolore si dispiegano le ali, ma quanta feroce bellezza in quel volo! La vita ci lascia attoniti e soli a volte, ci sorprende e ci colma di doni, ci illude e ci disillude ma mai, mai arrendersi, la giostra è talmente varia che ne vale sempre la pena!
