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Riflessioni 12 luglio 2014 · lettura 1 min · 2000 letture

Silenzi di suoni sconosciuti

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
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Mi sono sconosciuti i suoni antichi descritti dai poeti La macina che gira lo zoccolo del mulo che batte sul travato o il suono nevoso del barroccio tra le volte del cortile Il garbo delle voci che salutano con il cappello alzato e il suono di uno sguardo che risponde fingendosi abbassato Mi piacerebbe tanto sai ascoltare la nebbia posarsi silenziosa sugli occhi alla villana sposa mentre dalla finestra semichiusa sbircia tra il buio della sera il suono della giumenta che riporta a casa Il cigolare lungo i davanzali dei fili appesantiti dal bucato o il rumore un po’ angosciato che ha il fiato degli armenti quando all’alba reclamano il tritato
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Antonella Borghini Anto Bee
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Commenti (3)

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Elle12 luglio 2014

Un salto nel passato per assaporare quelle giornate in cui tutto aveva un suono particolare, avvolgente di profumi tipici... giornate in cui le ore si ripetevano come rituali. Ben descritta ogni sensazione

Azar Rudif12 luglio 2014

Parole, versi, immagini, sensazioni che riportano al tempo andato quando eravamo bambini e potevamo essere bambini! Non c'erano i suoni fasulli di oggi, creati ad arte per ammaliare e per non far crescere. C'era il suono della vita, della nostra esistenza e con loro siamo cresciuti facendoci diventare piccoli uomini, ma con un grande passato da ricordare. Questi versi hanno il fascino di riportare indietro nel nostro tempo e la potenza espressiva di far rivivere quel mondo con i suoi suoni veri e le cose che erano la nostra tangibile realtà ed il nostro contatto con il mondo e con i nostri simili.

Guevara12 luglio 2014

"descritti dai poeti nei secoli passati" Ma la tua è una poesia classica, "antica", descrittiva di minuziosi particolari nostalgici, che riportano indietro nel tempo a rivivere quelle sensazioni di fragranza ormai perse nella modernità.Complimenti