La gatta nera e il vecchio
Stanco s’alzava il mattino il vecchio
pigro poi lentamente scendeva le scale
di lui in attesa nello stanzin la gatta
e di quel ghiotto boccone se ne stava,
mangiava la gatta e poi gli sorrideva
e del vecchio il viso si rasserenava
e quel suo stanco sentir s’allontanava.
Già semisonnolenta la sera era la gatta
sul divano stava allor seduto il vecchio
oh quante tante volte prima di dormire
al comando alle ginocchia sue s’accucciava
poi spariva in attesa del sonno e del mattino.
Morì la gatta, vennero poi sere vennero mattini
la stanchezza rimase niente più salti alle ginocchia
or quel vecchio solitario solo di ricordi vive.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
Tutte le opere →
L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Berta Biagini14 luglio 2014
Capisco perfettamente il sentire dell’autore – il vuoto che lasciano questi piccoli esserini è talmente grande che niente, anche nel tempo, potrà mai prendere il loro posto. Letta con i lucciconi. Il solito tran tran continua imperterrito a battere nel nostro cuore.
