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Riflessioni 15 luglio 2014 · lettura 2 min · 1492 letture

Le due facce diverse della vita

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Un bimbo di tre anni, tutto nudo, s’aggira in mezzo ai corpi dilaniati del padre, della madre, dei fratelli e delle sue sorelle, stesi al suolo. Del piccolo villaggio pakistano, rimane solo lui, sopravvissuto ad un bombardamento senza fine da parte degli aerei nemici! Si guarda intorno, ... ma non c’è più vita, lontano c’è il bagliore di una bomba, nell’aria c’è il profumo della morte! Passeggia tra i cadaveri piangendo, non sa che fare, non sa dove andare, è solo con se stesso, sotto un cielo che non gli ispira amore, né speranza! Comincia già a capire che la vita è solamente morte e distruzione! Si stende accanto al corpo della madre, l’abbraccia, l’accarezza a più riprese, la chiama, pur sapendo ch’ella è morta! E resta lì, ... un cucciolo smarrito! La vittima innocente d’un conflitto che non risparmia nulla sul cammino! Quel bimbo è nostro figlio! Siamo tutti colpevoli di mali e d’ingiustizie! Davanti agli occhi rivedrà per sempre l’immagine bestiale della guerra! Noi, abitanti d’un insano mondo, legati all’egoismo e all’arrivismo, dobbiamo avvertire un gran rimorso per questi gravi crimini di guerra! ...Quel bimbo è ancora lì, disteso a terra, in mezzo alla famiglia trucidata, coi popoli che inneggiano alla pace, però non ne assecondano il diritto! ...Quel bimbo è nostro figlio naturale, è figlio della nostra indifferenza e della crudeltà militarista! ... Quel bimbo è solo, senza alcun futuro, disteso in terra e senza via d’uscita ...! ...Il figlio del magnate sta al sicuro ... ...e questa ... è l’ingiustizia della vita! .
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Una scena vista e rivista, ... quando ci sono le guerre con la loro drammaticità chi ne paga le conseguenze sono sempre i più piccoli che guardano al mondo con gli occhi impauriti. In questi giorni siamo testimoni anche di un'altra guerra tra Israele ed Hamas, dove gli uomini si fronteggiano per la libertà della propria terra, ma chi paga con la propria vita sono sempre le vittime innocenti. Siamo arrivati al 2014, ma l'uomo non ha ancora imparato ad avere rispetto della vita dei deboli! !!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (5)

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Berta Biagini15 luglio 2014

E’ difficile arrivare sino alla fine di questi versi – il cuore si stringe ed un buco nello stomaco non riesce a risarcire – sentitissima. Credo che la pace sia la cosa più bella che esiste su questa terra, peccato che non tutti ne comprendono il motivo.

Ventola raffaele15 luglio 2014

Scene di guerra crude infinitamente tristi ma purtroppo vere. Versi che emozionano il lettore sembra vedere quel bambino che vaga in cerca Di una mano che lo stringa. bellissima.

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Antonio Terracciano15 luglio 2014

Purtroppo l'uomo, che con tanti sforzi si è creato un'anima, l'abbandona rapidamente quando insorgono in lui i primitivi e (finora) ineliminabili istinti animali. Questa poesia me ne ricorda una del mio amato Raffaele Viviani, "Si vide a ll'animale": "Si vide a ll'animale / ca stanno 'ncopp''a terra / tu pienze sempe a mmale, / tu vide sempe guerra. / 'O cane, cu nu strillo, / vo' muzzeca' 'o muscillo, / ca afferra 'o suricillo / pure 'a dint''o mastrillo! / (...) Largo e tunno; / chisto è 'o munno: / pure ll'uommene, se sa, / s'hann''a massacra'. / Che l'afferra / che na guerra / ogne tanto s'ha da fa'? / Forse pe' sfulla'? ! / So' 'e putiente, / malamente, / ca cchiù 'a vorza hann''a 'ngrassa', / senz'ave' pietà. (...) "

Giovanni Chianese15 luglio 2014

Non siamo tutti uguali su questa maledetta Terra del terrore e seppure sia buona cosa il non essere uguale nelle sembianze, di certo sul piano etico morale l’imparzialità sui diritti naturali è sacrosanta. Il principio di uguaglianza pecca, e fa la differenza con i più fortunati del mondo, seppur si possa chiamare fortuna lo sgomitarsi a sangue per appropriarsi egoisticamente i tesori di una nazione o i consensi di un popolo a scopro di lucro. Dilemma di diatribe le guerre con fiumi di sangue sono la condanna dei più deboli. Io penso che Dio dovrebbe intervenire al più presto, perché oramai è già tardi per salvare il salvabile di un Pianeta in balia di esseri animali. Si oscura il cuore a immagini atroci come il bambino superstite.

carla composto16 luglio 2014

una guerra che non avrà mai fine... ed il più debole soccombe... descrizioni intense che toccano l'anima... da un momento all'altro un bimbo rimane solo e nessuno pensa al dramma interiore di questo esserino... toccante e condivisa