Alberi
Angela Fragiacomo
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mi sento in forma questa mattina
infilo l’ironia sul paesaggio dalla porta
- quella a vetri
rimanda la sagoma della grande ombra verde
impegna...
come un fardello che abbia già dato tutto e sia ora
il benvenuto -
m’inquieta la naturalezza
una giornata splendida;
dal futuro del grande albero una foglia
di sottecchi
muove all’addio
spaventosa gira e rigira su di sé:
quel modo dunque il distacco?
inabissa nel giorno, di già! – quale inganno compie
agli occhi dei migliori...
avanzo tra frutti che ancora maturano e quelli?
inermi;
mi scuote il silenzio dell’eterno
un piede una mano appena...
mi scuote il vento che s’inginocchia
l’impassibilità dei tronchi, così certi
la partecipazione delle fronde prima della bonaccia
che le infiacchirà
come non fossi io, solidale...
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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Paola Galli16 luglio 2014
trovo questa lirica un'opera d'Autore! versi inimitabili che nella loro originalità esternano uno stato d'animo! l'immobilità dell'eterno, dei secoli, del fusto d'un albero che impassibile assiste al rinnovamento delle sue foglie e l'anima dell'autrice in contrapposizione che inquieta, non riesce a piegarsi all'immobilismo! un guizzo di frenesia invece sempre la pervade! mirabile opera d'arte!

