Musica ribelle
Fabio bruschi
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Fuori è primavera.
In questa stanza
è ancora inverno,
o forse l’inferno.
Ascolto una musica dentro me,
che ormai non dovrebbe
più suonare.
Suona per chi non c'è più.
Suona per quelli che verranno.
Suona per chi non la può sentire.
Suona per chi non la potrà ascoltare...
Mai.
Ma suona e sempre lo farà.
E' una musica senza tempo,
un riflesso di luna
portato dal vento.
Sinfonia senza spartito,
note di ribellione,
pura esaltazione
di libertà...
Vorrei gridare,
urlare tutta la rabbia,
il mio amore,
in un attimo solo;
lasciandomi trascinare
da questa dionisiaca
ballata che vola libera
senza regole,
sfrenata.
Ho tante cose da fare,
e la vita bussa
insistentemente
alla mia porta,
offrendomi scelte
di ”buon senso”
senza poesia.
Consuetudini fredde
già usurate,
come abiti ”stretti”
troppo a lungo indossati.
E allora no.
IO
non ci sto.
Suona musica,
fatti vedere,
fammi sapere
che si può ancora
cambiare,
che è possibile
andare contro corrente
ma arrivare
comunque al mare.
Suona non ti fermare
qualcuno ti saprà
ascoltare...
E allora saremo in
molti ad arrivare
in riva al mare
nuotando contro...
Sempre...
Capaci ancora
di sognare...
Di ricordare
che siamo foglie al vento,
ed esistiamo solamente
in uno sguardo ”verde”,
perduto nell'ultimo sole...
di settembre...
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Fabio bruschi
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