Benzina a du' euri? E chi sse ne frega!
Certo che l'itajani semo strani,
stamo tutti li giorni a bubbola',
n' z'aritrovamo 'na lira tra le mani,
e aristrignemo la cinta pe' campa'.
Da li lombardi a li siciliani,
n' c'avemo più li sordi pe' pompa',
manco du' litri p'ariv'a' ddomani,
'sta benza n' ze potrebbe da compra'.
Siccome nun volemo fanne a mmeno,
allora se sbrigamo la matina,
annamo ar benzinaro a ffa' 'n ber pieno.
Puro se la saccoccia s'aruvina,
nun piamo ne autobus ne treno,
mejo 'n' utilitaria o 'na berlina!
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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Giuseppe Boccanfuso18 luglio 2014
Davvero una bella analisi di questa crisi che avvolge tutti quanti... i tuoi versi sono simpatici e poi in dialetto rendono ancor di più l'idea, letta tutta d'un fiato per poi leggerla ancora una volta sempre con lo stesso sorriso... SIMPATICA oltre che BELLA.
