E' stata estate
Francesco Paolo
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Tra le ville e i borghi murati,
ritrosie di mattonati senza tempo,
e le guance compresse su un vestiario
di vento.
Le pesche abbattute da mani solerti,
la tavola alta, stupita, tra ginocchia
ammaccate e riviste schiacciate sul
mento.
Il digradare del sole da una terrazza
pesta di mozziconi, in un gioco
di urla e chitarre cantate da truppe
in congedo di agosto.
Il vino che freme, lungo quel labirinto
di brocche e bicchieri infossati.
Un bacio, alla mezzanotte sveltita; poi
la caccia a un insolito posto, lontano
da sguardi di amici, cercando un'emozione
già nota.
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Francesco Paolo
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