Paolina
carla vercelli
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Sollevo accaldata i capelli
tra le nostre prodezze
il lenzuolo langue in drappeggio
sul mio fianco esibito
si protende mollemente
l’altro braccio.
Mi sussurri da dietro,
novello Canova:
...mi ricordi Paolina...
E risale sbalzata
dal coccige alle tempie,
dal corpo alla mente
la spregiudicatezza di un’altra
unita alla mia:
il lenzuolo è scostato, i capelli già sciolti,
il braccio si flette d’inverso
a cercare
lo scalpello
mi scolpisce a tutto tondo
levigata
dischiusa
dove il marmo è friabile
e la roccia s’opacizza
in un classico neo.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
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