La primula e il coltello

Un paio di scarpette
Di quelle rosse e nere
Sul vuoto pavimento
Le lacrime d'un pianto
Un pianto ininterrotto
Come tutte le sere
Quando lui tornava a casa
Sballato per il bere
Palpate e spintarelle
Il suo gioco preferito
Con un sola regola
Che lui aveva stabilito:
Vietato lamentarsi
Si deve sottostare
E guai a ribellarsi
Guai solo a tentare
Era lui che comandava
Re nel suo castello
Picchiava la sua serva
La primula e il coltello
E giorno dopo giorno
Lui regnava ancora
Finché la bella primula
Scappò dalle lenzuola
Fuggì in un posto magico
Senza più coltelli
Senza più regnanti
Senza più castelli
Era facile raggiungere
Il luogo che ho descritto
Bastava giusto un cappio
Appeso su al soffitto.
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