Ricordando Edgar Lee Masters
Qui in un vecchio cimitero di campagna
abbandonato dove la pietas par assente
che ai morti porta un amorevol sguardo
qui dove regnan solo rovi sterpi ed erbe
quattro tombe giaccion e sassi a far lor ricordo
con scure lapidi dal tempo nemico fessurate,
niente si legge fuor che ad un occhio attento
su una questa consunta giallo scolorita scritta
il resto eroso cancellato: ... a sedici anni morta!
Io cara fanciulla dal nome sconosciuto
di te tanto più altro vorrei oggi date sapere
oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì
poi spenta un tempo ti sorrise... muta la risposta
tua anche se il vento che l’erbe muove sembra
con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
perché il voler saper? Sol morti e muti siamo
e quindi il tuo saper sia solo questo: taccio
rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
poi coglie e con amor in silenzio tremando lì depone.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Rasimaco23 luglio 2014
Leggendo questi versi mi viene in mente un piccolo vecchio cimitero abbarbicato ad una chesetta di montagna, in una piccola valle delle nostre Dolomiti, quasi del tutto in abbandono, con le ultime lapidi che risalgono alla prima guerra mondiale. Ricordo quanta tenerezza ha suscitato il vedere quelle lapidi... Quante storie dietro quei nomi... molto piaciuta.
