In morte di un maestro
Neppure punteggiando questa carta con martelli libertari di parole riuscirei a vomitare tale pozzo scalpellando sul basalto una gloria mai bramata.
I cattivi maestri vivono per sempre.
La sublimazione di un incontro lisergico dispone il diluvio rabbioso lungo un campo imbiancato: dopaminico è il trapasso all’ululato del dolore mentre si spezzetta la catenina del difetto. Una pacca sulla spalla di domani come un fiato che respiro, una eco argentea di biglie, di bracciali al vento policrome perline. E ancora tu intraducibile, dal primo abbraccio d’ebbrezza all’ultima carezza di sole.
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Commenti (1)
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Azar Rudif22 luglio 2014
Per fortuna vi sono anche i buoni maestri che muoiono come tutti, ma lasciano qualcosa di più duraturo. Mentre brevi sono i momenti lisergici fino al momento ultimo che diventa eterno con la morte ed a nulla servono medaglie e catenine che saranno tutte spezzate e rimarremo senza simboli eccetto uno: il Sole Antico che ancor vortica in senso orario ed ha un sol punto immobile che è il Nulla ed è Infinito. Personale interpretazione scaturita dalle immagini dei versi

