Così mi sento

Mediterraneo, vortice di morte,
bara di gente in fuga dalla guerra.
Non trovano salvezza in questa Terra,
disperati per dura malasorte,
ciechi in cerca di luce.
Un Caronte qualsiasi, orrendo e truce
ogni giorno, schiacciati e derelitti,
affogandoli in mare e già relitti,
all’infernale viaggio li conduce;
con voli di gabbiani.
Come i nostri delitti quotidiani:
povere donne uccise brutalmente
in questo Paese bello ed impotente
morte di bimbi, giovani ed anziani,
che a condannar non riesce.
Non mangeremo più nemmeno il pesce,
immaginando il sangue dei fratelli
feriti dalle lame dei coltelli
nelle acque dell’orrore e l’odio cresce;
nell’ululo del vento.
Afflitta ed in balia sua ora mi sento.
Questo mondo angosciato è capovolto,
ogni valore sano si è sconvolto,
avanza con fatica a cuore spento
trascina uomini sordi.
Siam come i trogloditi dei primordi,
esiste civiltà senza la pace?
Soffriamo insieme e il cuore nostro tace.
Retrocediamo come dei balordi
e con le gambe storte.
©
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L'autore
Dorella Dignola
Le mie attività sono molteplici: Scrivo poesia, libri, dipingo. I miei lavori sono stati più volte premiati nei concorsi vari ai quali ho partecipato e mi hanno fatto da sprone per tutto il tempo che ho fin qui vissuto. Ora sono anziana ma la passione ogni giorno mi avvince. Amo l'arte in tutte le sue forme ma quell
Commenti (1)
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Francesco Rossi27 luglio 2014
UnA situazione che ci fa sentire colpevoli e l'indifferenza è la parte dolente del percorso umano se così si può dire.
