L'utero solitario
Sbranato dal leone del mistero,
avverto il richiamo dell’utero solitario,
quella dolce passione e umida abrasione,
che la placenta, in un assonnato ricordo,
libera in liquefatte nostalgie.
Il frastuono del tormento,
l’ebbrezza di un bacio salato,
bagnato da cascate di tristezza.
E’ la melanconica mancanza,
la maleducazione in flagranza,
il combattere per qualcosa di tuo.
Quella sottile linea di demarcazione
tra l’asso di coppe e quello di mazze,
tra doni e punizioni,
tra urli di piacere e vagiti di dolore.
Lontano da tutto questo ci sei tu ad attendere,
come una vergine incinta,
il ritorno del tuo giovane uomo,
disperso e ricongiunto a te,
dal materno richiamo della culla del ricordo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!