Arde
Giorgia Spurio
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Come di piume,
acque di fuoco,
come di cinguettii
le dita flebili,
come di occhi
-fuoco- ardono nei fiumi.
Come d’arco le frecce
i silenzi sono sagittari
dalle cicatrici molteplici,
dalle mani pallide,
dai figli senza eredi.
Come di foglie
cenere porta l’ascolto
a un passo, dalla follia,
dalla famiglia,
dalla lacrima e dall’odio,
oltre il passo,
è il mito della pena
e del perdono.
Oltre il confine,
alla fine delle ferrovie,
dove i treni non tornano,
oltre le luci del sole
ad ogni albeggiare,
rubano sembianze,
derubano le ombre,
oltre...
Dove il cielo
è prato ai limiti del mondo,
è di fiori invisibili
e proiettano sogni e paure,
delitti e amori,
gioie e morti,
lì, ti chiederanno di piangere,
e urlerai,
cadranno lacrime di sangue e fuoco.
-Ti chiederanno il cuore-
Alla terra toglieranno sabbia.
-Ti chiederanno il cuore-
Alle pieghe della neve,
tra le vedette e le sentinelle,
tra il bianco e l’incolore,
avrai nascosto preghiere,
tra ghiaccio e papavero,
e fioriranno.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Francesco Rossi3 agosto 2014
Domandarsi dove sta il confine in una poetica introspettiva di livello.

