Assenza
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (22)
Queste bellissime parole testimoniano della tua sensibilità... non c'è bisogno di altro, tuo padre capirà... Molto bella!
Triste ma l'hai scritta bene... si legge che scritta con il cuore
solo gli occhi di chi ha visto la sofferenza possono scrivere questi versi... ti capisco, hai toccato il mio cuore
Se Poesia è trasmettere Emozioni, questa tua è GRANDE Poesia! Apprezzabile stilisticamente nelle tre sestine a scandire momenti, lessico semplicemente efficace a raggiungere il cuore in un ”dire” altamente coinvolgente. Merito tuo. Ammirati ed un commosso grazie.
Toccante e commovente.Realta' cruda di tante situazioni che lasciano l'amaro in bocca. E' veramente un pianto accorato divenuto parole.Bellissima.
Sono versi dolcissimi, anche se tristi. Buon Natale.
descrizione meravigliosa, sembra di essere presente in quei tristi momenti
Poesia carica di nostalgia, di sensi di colpa, probabilmente dettati solo da scrupoli di amore filiale, più che da mancanze reali. Un animo che si mette a nudo, ed emoziona, in versi asciutti, senza fronzoli, che arrivano diretti.
versi perfetti per esprimere un inguaribile dolore. Nella mia ”tu c'eri” troverai il mio punto vista circa il contenuto e come io leggo, per esempio, certe scelte professionali. Quindi non solo secondo me ”tu c'eri” ma penso che adesso lui ti giuda la mano... Scusami per l'intimità della licenza che mi prendo, ma dovevo dirtelo.
Come sempre arrivo in ritardo ma cerco di esprimere la mia impressione su questa poesia: anch'io ho perduto, tanti anni fà, mio padre e posso affermare che in questi versi ho ritrovato me stessa: la mia disperazione, il dolore del distacco che lascia dietro di se improbabili rimorsi! E' strano come certe situazioni emotive, condivise nella realtà, riescano ad essere espresse da altri in forma più profonda e toccante .
Poesia che trafigge l'anima del lettore considerando che questi, quando il padre è tornato a Dio, era un bambino! Si autocolpevolizza per le assenza fatte all'ospedale per visitare il padre che non avrebbe avuto un futuro, molto probabilmente non accettandone la dipartita, si rifiutava, a livello inconscio, di stargli più vicino, non me ne voglia l'autore se gli dico che il papà era ugualmente felice di sapere molto bene quanto grande era ed è l'amore per lui da parte di quel bimbo che troppo presto è dovuto diventare uomo! ”Un rimorso sordo che non conosce rimedio”, vorrei che l'autore si liberasse di questo macigno interiore che silente porta con se da tanto, troppo tempo! bellissima poesia le cui parole sono salite in Cielo!
solo ora leggo questa opera d'arte, un quadro che rappresenta con dovizia di dettagli il dolore che ben conosco. Togli questo peso dal cuore, ogni giorno il tuo amore vola verso lui attraverso le tue poesie. proprio oggi ho scritto una poesia su mio padre ricordando un nostro momento felice, unico modo per mantenerlo vivo dentro me. in questa poesia ho trovato anima pura.
Bellissima... Vissuto come momento personale, capisco, purtroppo, il dolore dell'autore di fronte alla realtà della morte. Il rimorso non conosce mai rimedio. Un abbraccio e una dose di coraggio.
Credo che succeda spesso che, perdendo un caro affetto, si abbia il rimorso per le cose non dette, i gesti non fatti. Hai espresso bene queta ferita del cuore.
la malattia grave e la morte sono ingestibili, la nostra impotenza di fronte a tali eventi fa male tanto! Poi l'abbandono e un dolore sordo che ci riempie di sensi di colpa ma... non possiamo far altro noi di fronte all'inevitabile
Mi son ritrovato in questa poesia in una gelida e nemica camera d'ospedale a osservar mio padre che doveva la sua vita (seppur vegetale) alle fredde macchine. Per chi ha vissuto questi versi, la tristezza è più grande e più grande è l'ammirazione per quest'opera d'arte
Poesia da parte mia... sentitissima. Hai scritto col cuore sulle lacrime. Davanti a questi versi... le mie. Ed anche per me triste Natale. Spero solo che i nostri versi prendano il volo... destinazione comune.
è un canto accorato che sgorga come sangue incoagulabile da una ferita d'anima che non smette di stillare dolore, un pianto senza lacrime, pietrificato ed eterno, un dolore che è condanna senza appello, un'assenza incolmabile che diventa una presenza in un mai più, per sempre. Restano amarezza senza rimedio, gelo che non si scioglie, in versi indelebili, asciutti e taglienti, che lacerano. Quando c'è un'anima così la penna scrive da sola ... Avrei ridotto all'osso la punteggiatura, che a mio parere, appesantisce e rallenta ...
...conosco bene questo dolore, che mi accompagna da molto tempo e che resterà nel mio cuore per sempre... trovarlo espresso nei tuoi versi è stata una pugnalata... io non sono mai riuscita ad esternarlo... conserverò questi versi come una cosa cara e preziosa...
leggo i tuoi versi dove il dolore per una perdita così grande fa urlare il tuo animo... mi ci sono ritrovata e ho pianto di nuovo per mio padre che mi ha lasciato da due anni ...Questa ferita così profonda ce la porteremo con noi fino alla fine e ci darà sensi di colpa, il più delle volte inesistenti... Noi che non possiamo accettare l'ineluttabilità di questi eventi, cerchiamo un colpevole, qualcuno che si accolli la colpa... ce la prendiamo noi, perché non è di nessuno... è un modo per accettare ciò che ci ha sconvolto per "elaborare il lutto" Parole, penserai che non ho capito... spero che tu abbia compreso ... le lacrime versate per questa bellissima poesia non mi sollevano dal mio dolore ma me ne rivelano la sua universalità
Ognuno è solo davanti alla morte. Ma ciò non allevia rimorsi e rimpianti, come esprime in modo eccelso questa toccante poesia.
Intensa e nella sua durezza non sfocia mai nella ricerca della commozione... mi piace definirla una poesia da Uomo con la U maiuscola.










