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Ribellione 4 agosto 2014 · lettura 1 min · 2744 letture

Fiato rotto

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Si spezza il sospiro nell’eterno frangente che scuote la gente. Il cuore legato al moto perpetuo dell’animo nobile che ora è inquieto. E’ l’arroganza e prevaricazione a spezzare il fiato per ogni dolore. Si perde la bussola che sempre orienta se non si traguarda con intelligenza. Avvilente, angosciante la guerra continua, non molla un istante. Forse non serve scrivere questo perché è scontato per chi ha buon senso. Rimane uno sfogo per poter declamare che la guerra è l’impronta del male abissale.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (14)

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piera tola4 agosto 2014

Nulla si mai per scontato, anche se lo sfogo rimane solo tale ... non è una foglia che cade a fare l'autunno, ma un tappeto di quelle secche che quando ci cammini sopra fanno crik (rumore) , ma hai ragione che la guerra è l'impronta d'un male abissale.

Donato Leo4 agosto 2014

L'uso delle armi rimane sempre una situazione catastrofica per l'umanità.

Grazia La Gatta4 agosto 2014

Ha ragione il poeta nei due ultimi versi: la guerra è l'impronta del male abissale. Non si risolve nulla con la guerra, si distrugge solamente tutto quello che è stato costruito ... chissà quando, l'uomo, finalmente lo capirà. Versi chiari e scorrevoli che ne fanno una apprezzata lirica.

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sergio garbellini4 agosto 2014

Forse, sarà pure una voce nel deserto, però è una testimonianza valida della gente che si è stancata di tutte queste guerra che uccidono solo la gente innocente. I Grandi danno gli ordini e se ne stanno nella stanza dei bottoni, mentre i bambini muoiono uno accanto all'altro e di tutto questo resta il lutto e il pianto di migliaia di mamme! Versi che coinvolgono il lettore in questa trama tutt'altro che inutile, è il grido di dolore del poeta la cui rabbia è arrivata al culmine della sopportabilità. Ottima lirica.

Patrizia Cosenza4 agosto 2014

sere sempre scrivere se c' una guerra bisogna urlarlo forte versi forti e condivido

Sara Acireale4 agosto 2014

Una ribellione che condivido in toto. La guerra (ogni tipo di guerra) ha sempre lasciato dietro di se dolore e lacrime. Anche chi vince, perde comunque in vite umane ed è sempre una tragedia immane. Sono una pacifista convinta ma sono anche realista e penso che i "signori della morte" non permetteranno mai il disarmo del pianeta. Guadagnano troppo seminando cadaveri e terrore e per loro... la vita umana non vale niente... Versi che apprezzo per il forte contenuto e per la forma scorrevole

Antonella174 agosto 2014

il dolore che scatena la guerra non è mai da sopportare in silenzio. Mi accodo agli altri autori nel testimoniare il rifiuto ad ogni conflitto.

Giovanni Chianese4 agosto 2014

Le guerre hanno inginocchiato il mondo, la gente comune è vittima dei potenti. Tra i liquami del terrore si alimentano gli imperi mentre i miserabili della Terra, sotto i tiri dei nemici, soffrono la fame e il dolore dei propri cari. Come un ping- pong s'alternano le dinastie dei tiranni nel corso della storia e a pagare lo scotto sono sempre gli umili indifesi. Poesia d'attualità molto apprezzata, come dice il poeta, è uno sfogo denigrante verso Stati belligeranti.

nemesiel4 agosto 2014

Ha ragione il poeta nel considerare inutili le parole della gente comune, di quella gente che come tutti noi sta dalla parte delle vittime e della giustizia, dalla parte della pace e del dialogo e non dalla parte del potere che indifferente a tutto, se non al proprio tornaconto, considera ancora la guerra un mezzo inevitabile e i morti innocenti dei deplorevoli «effetti collaterali».Un grande poeta, Salvatore Quasimodo, scriveva "Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo" .

lucio lucentini4 agosto 2014

La rabbia è una esternazione che spesso nel genere Homo deriva dalla stessa radice dell’esistenza, fa parte della nutrita schiera dei sentimenti umani e spesso si converte o si manifesta in odio, in guerra, in sopraffazione da cui apparentemente nessuno si pente perché “giustificate” da ragioni. Bellissima riflessione poetica.

Berta Biagini4 agosto 2014

Ho paura che le guerre non trovernno mai fine – sembrano fiammiferi sempre pronti all’uso - spero solo di sbagliarmi.

M

1 minuto di silenzio per manifestare rispetto ... miliardi di minuti per urlare la nostra protesta, la nostra voglia di PACE!!

Ela Gentile5 agosto 2014

E' assolutamente angosciante e straziante vedere giorno per giorno i risultati di questa guerra che colpisce soprattutto gli innocenti. Ma sono assolutamente da condannare quelli che la gestiscono senza lontanamente prendere in considerazione una pace salvifica, secondo me sempre perché all'origine c'è il proprio tornaconto, nonché l'arrivismo, la sopraffazione e quant'altro sia contro l'amore, innanzitutto, l'amore per l'umanità tutta, per i fratelli, per i tanti bimbi, le cui immagini mi hanno spaccato il cuore. Trovo, soprattutto in questo tempo, molto incisivi i versi dell'autore, scritti magistralmente e apprezzati tanto...

Ventola raffaele6 agosto 2014

È sotto gli occhi di tutti quello che succede purtroppo, noi non possiamo che guardare impotenti!!! Bellissima ed apprezzatissima lirica i miei complimenti.