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Sociale 4 agosto 2014 · lettura 1 min · 3801 letture

Pianto senza luce

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Occhi di pianto senza lacrime un sogno sepolto dal dolore che grida senza voce. Signore dei cieli e dei pianeti scendi dalle tue nuvole e guarisci queste piaghe. È fermo dentro al cuore il rosso cielo del tramonto, si sente nella notte un pianto senza luce e rassegnato. Per andare oltre il buio della notte contiamo le stelle per l’infinito cielo trattenendo in gola un canto disperato seme d’amore inaridito nel profondo del cuore e dentro lacrime e sospiri
#Cielo#Tramonto#Luce#Notte#Piangere
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Dedicata agli ultimi della terra: agli emarginati, ai barboni, ai licenziati, ai nuovi poveri che affrontano in silenzio disagi e ingoiano lacrime

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (14)

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Donato Leo4 agosto 2014

Mi auguro che le lacrime di coloro che soffrono possano seminare amore. Una poesia che mi ha commosso, penso che sarà la stessa sensazione per altri autori.

piera tola4 agosto 2014

Certo che si, come non possono commuovere le lacrime della sofferenza, mi unisco alla preghiera una delle pochissime armi che possiamo impugnare di questi tempi, non riempe la pancia l'Amore ma riscalda i cuori di chi sente freddo.

Grazia La Gatta4 agosto 2014

Bello il primo verso: "Occhi di pianto senza lacrime" e anche molto vero; ormai i disperati sono davvero troppi, persone che prima aveva un lavoro e una casa ed, ora, non ha più nulla ... questa è la nostra Italia ... matrigna e non più madre amorevole. Solo Dio può aiutare i nuovi disperati! Apprezzata e condivisa.

Giovanni Chianese4 agosto 2014

Splendida poesia, è un appello al mondo, esortare i fortunati di questa società ad aprire gli occhi su un quotidiano sommerso dal snobismo collettivo. Un'apertura è questo canto, quasi religioso, in onore agli emarginati di questa Terra, bella e meravigliosa. Dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente nel proprio nido, con un lavoro e una famiglia, è dovere sacrosanto di tutti i Governatori del mondo. Mi complimento con questa autrice, che riesce sempre a smuovere nel profondo, i principi d'eguaglianza tra noi esseri.

s
sergio garbellini4 agosto 2014

Come si fa a non approvare questi versi che racchiudono in se tutto il dolore di gente emarginata che la società non ha voluto aiutare. Una trama, ancora una volta, scritta col cuore in mano, in difesa di tanti poveri abbandonati al proprio destino, senza un futuro. Versi che coinvolgono il lettore per il suo significato alquanto profondo per la sensibilità umana. E' tornata la mano sapiente della poetessa per regalarci ancora liriche pungenti e ricche di sentimento. Bella complimenti.

Rosita Bottigliero4 agosto 2014

Occhi senza lacrime riescono a portare tristezza di un silenzio amorfo... Versi commoventi e profondi. Bella

Autrice sempre sensibile alle condizioni di indigenza degli emarginati. E si percepisce un autentico trasporto e sentimento verso queste persone che avrebbero bisogno più di ogni altra cosa di un po di calore umano e comprensione.

Pensieri poetici di tragica e radicale attualità, che invadono il silenzio di un dolore sommerso, spesso fatalmente sottaciuto e trascurato nel marchio dell'invisibilità e dell'indifferenza ... l'autrice quasi implora, si appella al richiamo di una giustizia oltreumana superiore, come fosse cosciente di un'impotenza, di un'incapacità terrena a generare sollievo ... non resta che affidarsi alla bontà del cielo infinito, nella speranza che porti luce e un seme fertile d'amore al cuore inaridito dell'Uomo ... lucida e intensa profondità, sinceramente apprezzata e condivisa

carla composto5 agosto 2014

spero anche io che le lacrime dei meno fortunati non vadano perse... una tema sociale al quale l'autrice é sempre molto attenta... purtroppo sono sempre più le persone che non hanno più lacrime che non sanno a chi rivolgersi emarginati dal mondo... bella e sentita

emmalisa lucchini5 agosto 2014

Lirica... una preghiera, implorazione per chi ha meno di noi, coinvolgente in ogni verso, si sente il grido di dolore, l'Autrice smuove, fa un appello nella speranza che porti luce, amore e soprattutto giustizia per "andare oltre il buio della notte" perché ora non ci sono più lacrime. Molto apprezzata.

Paola Vigilante5 agosto 2014

Una poesia che mette in risalto in tutta la sua drammaticità il disagio sociale che ogni giorno se solo ci guardassimo intorno, senza necessariamente arrivare troppo lontano, vedremmo. Perché a volte è proprio lì, a due passi da noi qualcuno che sta soffrendo così tanto da perdere ogni barlume di speranza e per il quale potremmo fare qualcosa riuscendo ad abbattere le barriere dell'indifferenza e dell'impotenza. Versi molto sentiti, accorati che inducono alla riflessione. Molto apprezzata per il messaggio trasmesso.

Agnese Iannone7 agosto 2014

Gli occhi dei poveri emarginati sono spenti, senza luce, vedono solo miseria e squallore intorno a loro. I versi di questa poesia piangono di dolore per l'indifferenza della gente e implorano aiuto al cielo, che non arriva. Si resta impotenti e rattristati a un simile degrado sociale. E pensare che sono nostri simili, con gli stessi diritti ad avere una vita dignitosa. Apprezzata.

Cinzia Gargiulo7 agosto 2014

Il mondo si arricchisce ogni giorno di più di nuovi poveri che tra l'altro sono sempre più vicini a noi per effetto della crisi nel nostro paese... Più che l'intervento di nostro Signore sarebbe necessario che gli uomini a smettessero di arricchirsi a scapito delle fasce più deboli... Versi tristemente realistici che inducono a riflettere, molto apprezzati.

Mina Cappussi5 novembre 2014

Canto di dolore, trattenuto in gola, muto eppur stridente in un un contesto di pochi sazi tra eserciti di affamati. Complimenti Sara, segnalazione e segnalibro