Fino a quando?
Bagliori mirati e crepitii insoluti.
Rantoli, certezza di una morte oscura
senza contorno d’occhi in Croce di bambini.
Nell’inseguirsi di curiosi e mai sazi di perché?
avvolti a Madri gridano forse un ultimo ... Cos’è?
Dove non so, un’altra Parte scruta e vede
il progresso ormai, avverte aghi nei pagliai.
Sono -Pezze- (un dì, lo marchiavano nel pianto),
Ora. Sono pezze d’appoggio a “leve” a radere coscienze:
deve vivere! Questa volta non sarà come Sansone.
Ho riletto, sono i tuoi Popoli Dio, gli Eletti
da Ismaele a Isacco e benedetti fin d’allora.
(Pietà non maledirmi, mi basta)
Lasciami piangere la Civiltà che è morta
e sia quel che sia del Progresso che l’ha sepolta.
©
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
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