Il demone, un angelo senz'ali
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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Nel cielo si smarrì tra cirri e cumuli
seguì ogni vento cambiando direzione
e prese sotto braccio ogni donzella
promettendo amore e tenera passione.
Credette di poter guardare il sole
accecandolo col fuoco del suo sguardo
le stelle caddero spopolando il cielo
la notte che volò fin troppo in alto.
Trovò lassù l’abisso immenso
e ruzzolò, le ali tra le selve.
Fu come rimanere senza piedi
né scarpe né terreno all'improvviso,
a nulla valse domandar soccorso
per un paio d’ali, nuovo tipo...
alla gente che viveva lì nel luogo.
Ognuno ricordando un brutto tiro
una menzogna grave un suo dispetto
ora la porta gli sbatteva in faccia
ridendo e urlando divertito.
Ed è così che il demone finì
con l’abitare profondità infernali
dacché sfidando il sole con le ali
si ritrovò col culo tra le fiamme
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (2)
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V
Valerio Giongo8 agosto 2014
Piacevole canzone, apprezzata con lo sguardo nuovodella memoria...
Francesco Rossi8 agosto 2014
Una bella composizione. L'autrice nette moto alla fantasia e chiude pure di satira. Un bel verseggiare.

