Per amore e d’azzurro
Maria Grazia Vai
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Leggero, come un calice di nuvole
striate di dolcezza e cingoli d’amore, ti chiedo
di seguirmi.
Nascondermi tra i segni della neve
dimenticati a valle, nei fiori
a forma di coltello che squamano la lingua degli uccelli
Ci fosse il grano
saprei mentire col sorriso dell’estate
Farmi catrame tra i buchi delle suole
e stringerti le mani come solo un albero può fare
Aggrovigliarti il cuore
e separare il battito dalle mangrovie che ti tormentano le labbra
Ci fosse il grano
saprei nutrirti dei miei frutti
e scomparire tra la folla muta che non ti da’ respiro
E lì, morirti
all’improvviso
Ma tu, -tienimi. Dentro queste domande appuntite
che tagliano più del sale,
più della notte che affonda nella terra e
tra le ortiche sfuma
D’azzurro e Amore
lasciami ancora una volta -o per sempre,
sbiadire
©
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Maria Grazia Vai
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