Quell'estate del '69
Anna Piccirillo ov
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Per gioco venivo dietro alle tue orme sulla sabbia,
e combaciavo i miei passi ancora incerti nella vita
con l’impronta lasciata dal tuo piede gentile
prima che la schiuma del mare levigasse l’arenile.
Dietro la scia dell’eterna sigaretta tra le dita
seguivo la tua voce a raccontar di viaggi e di avventure
che mi accendevano il desiderio di un mondo da esplorare
e imparavo ad amare le terre sconosciute d’oltremare.
Sul bagnasciuga sotto il solleone, io e te papà,
tenaci sognatori, passeggiavamo con il naso in su
a ragionare di ben altre impronte umane lasciate altrove,
lì sulla luna, in quell’estate del sessantanove.
E con la nostra ingenua fantasia ci figurammo
mari lunari della tranquillità asciutti e oscuri,
che forse non saranno mai esistiti, e mi commuovo,
ma ci illudemmo che iniziasse l’era di un mondo nuovo.
Ora cammino sola lungo la spiaggia della vita,
soltanto le mie orme segnano il mio andare senza te,
ma quelle tue le porto incise dentro l’anima mia
dove alcun’onda potrà mai cancellarle via.
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
Commenti (1)
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andrea sergi20 agosto 2014
mi ha commosso, comunque non sarai mai sola a camminare su quella spiaggia.
