Dalla battigia

Oggi è vivo
palpitante d’aria fredda,
ieri era una lavagna; gira ... è
limpida ... la sfera, ha sempre
dell’imprevedibile, il bello
non appariva.
La battigia
è la gioia di tutti e del loro
cuore; è infinita come è infinito
il mare; senza strade ... come il
cielo che è pieno di visioni,
spiegare?
Quest’anno
il mare, si è vestito da
clan, fa solo spettacolo, ma
fino a quando; tutti in'estasi,
grandi e piccini ... che
s'incontrano.
È sconfinante
il mare, ancora soffia il
vento; per l’indifferenza del
tempo, tanto è il pianto dei
bimbi; non hanno speranza,
di vederlo calmo.
Giocano e
costruiscono castelli, con
conchiglie vuote, sulla sabbia;
con urli e danze ... ombrelloni
chiusi per il vento, la paura
salva la vigna.
Quando dalla
battigia, si scruta il mare
e le sue onde sono vivace, non
bastano più le voci; acqua più
se ne beve, tanto il tornare
è difficile.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi10 agosto 2014
Un verseggiare di estate un relax poetico trasmesso ai lettori del sito in ottima poetica.
