Luce spenta
Gianpiero De Tomi
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Lui torna a casa
fuori nella strada
nella stretta notte
il ciuffo biondo di grano
il delirio della camminata.
Lui parla molto
racconta di donne e sesso
di pugni dati a qualcuno
- non è importante chi -
racconta dell'odore nel parco
a vomitare ogni pensiero
appoggiato ad un albero
come un figlio ad un padre.
E correre al ricordo
di facce oblique, oniriche
avanzi di corpi fuggiti.
Lui urla alle stelle
che è grande, più di loro
e cola dalla bocca
del dio atzeco
che distende le ali
penetrando l'oscurità
fra il gorgoglio di una bestemmia
ed un rantolo sull'asfalto nero.
Separa un mare d'odio e d'amore
poi scompare, divorato
dai fumi dell'alba.
Lui ha il sentore d'eternità
le risposte
prima delle domande
l'orgasmo
prima del sesso
la morte
prima della vita.
Nelle notti senza luna
mi chiama dalla finestra
con un canto divino
ma io non rispondo
non ancora.
Luce spenta.
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Gianpiero De Tomi
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