Voglio parlarti, o sera
carla vercelli
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La sponda rorida nell’oro
ogni cosa riluce di remota tristezza
risale la corrente una voce, materna o di altri
un richiamo, il mio nome sospeso a mezz’aria
la ritrosia a lasciare il gioco per la cena,
la voce si fa marcata, insistente.
Voglio parlarti, o sera
lasciami vivere senza il tormento del rimpianto,
lascia che io assapori la tua effimera essenza
proiettata in avanti, non so fino a quando,
non so come, ma lascia il tuo scintillio
trafiggermi di nuovo sino a quella tenerezza
sfumata solo nel ricordo, a quella ritrosia
nel lasciare ogni gioco,
anche se ora è la Notte
che incombe.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Francesco Rossi14 agosto 2014
Una flebile luce dal tempo addolcita e dalla poetica sublimata nell'attesa della notte.

