Utopia d'Agosto
zani carlo
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Stringi deboli polsi
canapa amara,
indigesta condizione.
Appassito troppo presto,
delicato e mistico il fiore
copriva l'inganno.
Non oso...
non più,
allacciare la ghirlanda caduta
tra l'ombra del pentirsi
e la menzogna del tradire,
morsa nel pensiero
sovrasta il profumo di te.
Poter ancora,
Utopia d'Agosto,
raccogliere i petali uno ad uno,
ricomporre istanti fuggiti
per sempre
alla mia vista ormai confusa.
La mano sostiene stanca
il peso immenso
del nostro fallimento.
©
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L'autore
zani carlo
Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba
Commenti (1)
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Paola Riccio17 giugno 2015
Le utopie che ci tormentano e ci devastano, con coraggio dopo un fallimento si deve andare avanti. Complimenti.

