Come naufraghi

Nulla dimentico
tutto è ormai passato.
Altissime le onde
spaventosi i fulmini
affamate le bestie marine.
Il danno resta
ma siam sopravvissuti.
In piedi, ritti, camminiamo
su sabbie bianche
come naufraghi.
In quest’isola sferica che nel cosmo ruota
andiam cercando bacche e frutti
viviamo adesso non bramando un domani
Lasciamo orme simili alla vita
intrisa di pene, effimere gioie, false glorie
meravigliosamente, amabilmente provvisorie.
©
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L'autore
Maria Antonietta Calabrese
Che dire, ho aperto un blog su un social, http://lamoresaattendere.tumblr.com/ ad ottobre 2013, per poter scrivere, cosa che ho sempre fatto da ragazzina ed ora non lo sono più. Scrivo sul mio blog quotidianamente. Non ho nessun fine, tranne quello di potermi esprimere, di lasciar parlare il mio cuore che è
Commenti (1)
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Freawaru17 agosto 2014
Versi che coniugano con grande senso la triade del tempo. Alcuni passaggi mi sono particolarmente piaciuti come quel cercare bacche e frutti a indicare chissà quale manna. Interessante l'idea del naufraghi che, per quel vagare nel bianco delle spiagge, mi richiamano posti esotici dove la sabbia è candida e molti altri sarebbero i ragionamenti che si potrebbero fare. Interessante - chiusa molto piaciuta!
