Mai più
Una volta,
anime innocenti
distese lungo il cielo,
candore di nubi
volubili e indifferenti,
eravamo.
Cantavamo,
ma il tacere ci si addiceva di più,
e nulla poteva turbarci,
una finestra buia,
un cortile soleggiato,
erano la stessa storia.
Compiaciuti
della falsa immanenza
della nostra gioventù,
le braccia nude e il sorriso facile,
ovvietà.
Ci pentivamo,
mai veramente,
e poi il piacere, il sonno, l’attesa
del miracolo: svegliarci
e non essere più.
Come questo divenne reale,
desiderio perenne
come l’immanenza di ieri,
io lo so, e con un addio
al presente,
ciò che è stato
avrò salutato.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi18 agosto 2014
La poetica presenta struttura lievemente forzata mentre il contenuto apre in modo chiaro alla percezione.
