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Amore 19 agosto 2014 · lettura 2 min · 4645 letture

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Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Zanzare, gabbie, strade, male... Libellule, tane, cade, lame... Le volpi indossano le nostre maschere, freddo, scarno, tonto mondo, e pongo, udito a orecchio al muro, pur di riascoltare l’eco, parole del tuo vento, senza soffio, senza aria, senza memoria, senza... corpo. Il tempo ci ha preso, mano per mano, come le madri al parco giochi, sospese come le altalene. I minuti son stati anni, ed ora gli istanti li raccolgo, li tengo, gelosa come in un cesto i petali pestati, spezzati, tagliati... Ho i singhiozzi collezionati come gocce e muffa lungo le pareti nude, spoglie delle anime, che le hanno vissute, che le vivranno, che le perderanno. Titubante, bambina di pezza e ossa, carezza appena, perla e muto buio che avvolge di tramonto le catene –sospese alle altalene-. Non è fiato, non è voce, -perché non hanno voce- esplodono, unisono e suoni, ragni bianchi che spariscono immersi nelle acque del sole quando risveglia il cielo. E non so cantare, mai potuto, e digito dita lungo i muri umidi, muti anche loro, -tristi anche loro- ammirano il crepuscolo, il giro su se stesso, la sua nuova faccia, nuovo giorno, di un mattino dove luna ubriaca confonde sera all’alba. E capovolta, posso di nuovo vedere tra le stelle dell’aurora il volto che non mi hai lasciato, disegnato, inciso... ricordato. Come un danno, onde nello stagno. Zanzare, mare, sporco, catrame... Libellule, sarte, magia, pane... -Neve-. Come un danno, sasso nello stagno.
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Commenti (1)

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Catia Dinoni19 agosto 2014

E non so cantare, mai potuto, e digito dita lungo i muri umidi, muti anche loro, -tristi anche loro- ammirano il crepuscolo, il giro su stesso, la sua nuova faccia, nuovo giorno, di un mattino dove luna ubriaca confonde sera all’alba. Da sola questa strofa... un mondo spalancato che mi ha dato il brivido, altro non so aggiungere, la porto via con me.