Solitudine

Il tempo dell'attesa ha consumato la sua ora.
Non voglio più aspettare: nell'ombra della sera
che bagna i muri della casa, non un volto
qualunque che ridesti speranza. Sono solo.
Non aspetterò l'ultimo lume che sale nel blu
della notte a consolare il cuore. Né ascolterò
i rintocchi della torre amica nella danza delle ore.
Solitaria la civetta attende il volto della luna...
Ma che giova, che giova a me l'attesa: nulla e
nessuno ci sarà che mi venga a trovare se non
questa insopportabile mia infinita solitudine.
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L'autore
giovanni bagnariol
Nativo di Pordenone. Diplomato in mat. Magistrale, ho frequentato Facoltà di Magistero a Padova. Ex Ins. di scuola elem. Opere scritte: "Perchè credo alla vocazione di mia figlia" (inedito) . "Scuola e società", "Verità e libertà (incompiuto). Hobbys: suonare la chitarra (alcuni anni fa anche la tromba)coltivare l'or
Commenti (2)
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andrea sergi20 agosto 2014
chissà delle volte non è la solitudine che ci viene a cercare, magari siamo noi che vogliamo trovarla o, forse, no. Molto bella.
Francesco Rossi20 agosto 2014
finezza in questa composizione dove la solitudine viene verseggiata in modo consapevole ma altamente garbato.
