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Riflessioni 21 agosto 2014 · lettura 1 min · 5728 letture

Come un Pierrot

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Si accascia il cor mio, mansueto ai moti convulsi del tempo iracondo, strattonato come un fantoccio di pezza mi esibisco sul teatro del mondo. Qualcuno muove i fili a mia insaputa, danzando sulle punte accenno un timido saluto. S’apre il sipario della vita, recito la parte men gradita, di chi sconfitto dalle pene ardisce l’impossibile si piega al miserevole destino, sulla scena nel bel mezzo dell’intreccio ha fine la trama ingarbugliata col suo tragico epilogo. Son io Arlecchino, la maschera del dileggio mi calza a pennello. Sul palco a luci spente m’accomiato con l’inchino senza udire il fragore d’un applauso, lo scroscio di risate è l’eco d’un frastuono rotto dal silenzio: rimbomba in una sala buia e vuota. Come Pierrot porto una lacrima nera dipinta sul viso incipriato, nasconde l’ombra d’un vago sorriso che si scioglie al sole tra squarci di nubi fosche, le doglie d’un fitto dolore affliggono l’animo. Lungo travaglio è l’esistenza partorita dall’affanno.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (1)

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Carlo Barretta22 agosto 2014

Giusta riflessione! oggi più che mai, complice l'espandersi del rapporto virtuale, tutti o quasi tutti, indossano una maschera, recitano una parte, curano l'immagine. Più che all'essere si preferisce l'apparire, e la vita si svuota di significato e sentimenti. E' l'epoca dell'effimero, del consumismo, dell'individualismo e dell'egoismo. Voci come quelle di questa poetessa, sono un grido nel deserto. Bella e molto condivisa la sua poesia.