Vecchio saggio
Giovanni Monopoli
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Le linee del tempo hanno marcato il suo viso,
rughe operose hanno segnato la saggezza pura
mentre le mani, si quelle mani
si pronunciano oramai indifese
a mostrar il corso di vegliarda figura.
Ostenta degli anni la sua vecchiaia,
tremante s’accosta alla imbandita tavola
ma tutto resta difficile anche l’aurora
che negli occhi si propende laggiù in baia.
Le sue fioche parole sono vita, corde vibranti,
scuotono il cuore con forte emozione
ma tutto è così faticoso anche contar le ore
e resti immobile... a contemplare il vissuto.
Il silenzio attornia il suo essere... fiacco
recita solitudine l’apostrofato destino, caparbietà,
la poltrona attende quel fragile corpo, stanco
mentre l’orologio scandisce il ricordo, l’età.
Verrà quel giorno
quando nel non averti più, in viso
una lacrima furtiva segnerà quel passaggio
e ti ritroverò in sogno ancor con quel sorriso
oh si che ti ritroverò mio vecchio saggio
in quell’indelebile tragitto donato
dalla tua luminosa esistenza.
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Giovanni Monopoli
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