Ode ad un attimo d'edonismo
Scivolo la mano
monella sulle cosce,
percorro birichino
fremendo le sue curve:
e lì da là poi giungo
nel punto tanto amato,
nel punto più disiato
a dar felicità:
la vulva sopraffina
diletto massaggiando,
percuoto irriverente
le corde dell'amore:
ne gode la padrona
gemendo nel gioire,
gioendo nel gemere
con me che la riscaldo:
la notte del trentuno
un gemito si alza,
un gemito di sesso,
amore e libertà:
amore consumato
nel bagno d'una festa,
tra il trambustio dei botti
per l'anno che verrà:
e, mentre il mondo spera
ciò che mai accadrà,
mi godo io una gioia
non dopo ma già adesso:
e, mentre il mondo sogna
grandissime illusioni,
è ora quel che voglio
che mi farà gioir:
stanotte è il mio presente:
è tutto quel che vo':
gli affanni sul futuro
li lascio a riposare:
le braghe ho da calare,
mi devo divertir.
©
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