Amore che piange
zani carlo
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Amore...
per troppa viltà
fuggi dagl'occhi
in rivoli di gocce. ...
Rugiada nella notte
aggiungi dispiacere
alla parola fine,
nel romanzo durato
poco più di quattro righe,
che non ho mai letto.
Come foglie d'autunno
sei trasformato
nell'ingannare sorrisi
di circostanza,
al suolo chi ti calpesta
non conosce il dispiacere.
Miraggio che evapori,
lasci deboli tracce
che il destino sta per cancellare...
dopo il tempo passato insieme
non piangerò più nel vederti
svanire.
©
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L'autore
zani carlo
Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba
Commenti (1)
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piera tola13 settembre 2014
Sicuro che non si piangerà più? Di un romanzo d'amore si legge la parola fine... ma si piange sempre quella fine e, di foglie che cadono nel calpestarle fanno sempre rumore. Dipende dall'importanza che si da, tutto passa e si continua nel cammino, sempre avanti.

