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Donne 24 agosto 2014 · lettura 2 min · 8573 letture

Dove canto il mio tempo

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Non è seta che si adagia sotto l’oriente dell’oggetto ma intatti blocchi d’aria inginocchiati sulla vita oh si, orli polverosi che cozzano con le stelle nei cieli delle tempie deformati in sassi e unghie, legati alla vergogna di esser nate all’altra sponda Prezzo in vendita e d’acquisto, codice a barre in libertà che è pace di diritto in una genesi compassionevole nelle orme chinate dall’inferno di una Dea rinnegata, rosa senza steli senza fonti, fiore ... sì fiore, con il sangue a nutrimento C’è una veste mia splendente intrecciata sulla pelle forse è l’oasi di sogno dove il tempo non si compra e il vestito no, non copre l’atto di vergogna, in quello sguardo dritto e alto verso chi ci guarda senza scorgere l’affronto In questa notte di lune morte, di meteore e di speranze l’inventario della merce indossa il mio martirio, cicatrice chiamata donna sull’orlo del mio cielo tatuato dai decenni, in quel vuoto appeso a un libro insanguinato dal tuo seme Non accetto non sopravvivo a quel Dovere che pulisce le tue macchie, mi appartiene il colle e il mare il riso, che mi libera dall’inganno dove il nome è libertà indipendente stato, dove il dominio è rinnegato.
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Sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Cit: Oriana Fallaci.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (5)

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Francesco Rossi24 agosto 2014

Mentre leggo questa poesia sono in riva al mare e gli spruzzi di salsedine generati dalle onde mosse sono la contestualita' del momento che si coglie in questa composizione poetica.

Antonella1724 agosto 2014

la rabbia e la determinazione di essere libertà e vita... grande emozione nel leggerti. Lirica veramente intensa...

rita iacobone25 agosto 2014

Parole efficaci che fanno emergere alla grande il pensiero ed il carattere dell'autrice, deciso e giusto, disimpegnato da tutto ciò che può frenare la sua voglia di sentirsi libera, auspicandolo anche per coloro che non lo sono.

R
Rosafio Giancarlo26 agosto 2014

"dove canto il mio tempo" un'imprecazione con la voce soffocata dalla rabbia per questa guerra eterna che lacera la dignità di questa donna sottomessa ad un spazio -tempo che non le appartiene e che pure vorrebbe e che intravede nella bellezza della sua essenza, nella bellezza del suo sguardo, quando il sorriso che la speranza dell'animo trasforma dal pianto, nell'intervallo che il male quasi beffardo concede."Dove canto il mio tempo" Una solidale testimonianza di vero amore, un piccolo grande passaggio dove rifugiarsi sognando il proprio tempo. Sempre incantato Patrizia- sempre

Jibi8 novembre 2015

Una poesia che trabocca nella ribellione e nello sconcerto di sapere e vedere che ancora in molti luoghi della terra, la donna è considerata merce di scambio o una macchina creatrice di figli che non deve conoscere emozioni di nessun genere, o peggio ancora, un oggetto di piacere sottomessa, senza cultura e senz'anima, pena la morte. Sentita nelle vene!