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Fantasia 27 agosto 2014 · lettura 2 min · 1251 letture

LA BOTTEGA- (Firenze AD. 1488)

lucio lucentini 219 poesie pubblicate
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S’era in un freddo febbraio, olio di lino e sulla spalla destra un canovaccio,  assorto pestava a preparare il colore  con pazienza nel mortaio. Era figura di bambino con i capelli ricci e la mano  veloce che imparava  e a cui la voce del Maestro nitida all’orecchio arrivava. “Codesta piccino gli è una scola molto particolare, ed indicò la tele vuote in attesa. E’ il tempo profondo lo sfondo,  mai simile a una Fenice,  a un cielo che continuamente di bizzarre forme agli occhi del comune omo muta, così è l’arte,  un tutt'uno dopo, l’acqua dell’Arno che giunge  al fin a compimento raggiungendo  il mare. Sii paziente e non grattare le forme che non trovi  per spezzar le unghie in segni vani. Segui i contorni, arrotonda, decidi la proporzione,  scegli i colori e immagina l’insieme ancor senza pennelli. Quegli attimi son la tua mano che cerca  amore e perfezione, che declama siamo, il verbo che sol quel giudizio tuo  si protende a toccare”. Quel bambino felice sorrideva nel mentre   là fuori sui tetti di Firenze la neve come un destino scritto si stendeva.
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La bottega di pittura è il luogo dove il maestro D. Ghirlandaio (trentenne) parla al fanciullo (dodicenne apprendista di bottega) Michelangelo. Immagine: Disegno di S. Pietro di Masaccio - Michelangelo 1488/149O circa. Parole e stesura di pura fantasia nata dalla lettura della biografia di un genio senza tempo.

L'autore
lucio lucentini

Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa

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Commenti (3)

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Francesco Rossi27 agosto 2014

Una poesia in onore al maestro di bottega, era li che si forgiavano i grandi artisti italiani. Dispensata cultura in questa composizione poetica.

Azar Rudif28 agosto 2014

Mi piace la storia trascritta in versi. Qua si scrive del Ghirlandaio, maestro del Michelangelo ed a sua volta discepolo del Verrocchio. Sottofondo musicale di pregevole scelta, versi e stile che proiettano in un altro mondo. "Altro" in tutti i sensi e per me migliore di questo. Più che una lettura è un viaggio nel culto del bello e della cultura. Da rileggere.

Freawaru30 agosto 2014

Entrando all'interno di questi versi si incede in altro dove e in altro tempo - una realtà tangibile, anche lo spazio è tramutato e si vive per quell'istante della lettura assorti nella beatitudine dei sensi per godere di un'arte antica. Esco da questo luogo magico, non senza portare via un poco di colore!