Confessione in preda allo sconforto
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Ci son giorni grigi come il cielo e l'anima cade in un grande sconforto. Si guarda intorno e il suo canto è tutto un grido. Stagioni che cambiano, affetti che si perdono, amicizie che s'allontanano e ci si chiude in se stessi o dietro ricordi o cercando rifugio nel proprio dolore. Bella nota! Sempre l'autore trova sensi profondi per soffiare sui suoi splendidi versi con profonde riflessioni. Apprezzatissima!
Ci sono giorni in cui l'anima sprofonda nel nero più nero dello sconforto. Succede soprattutto a chi è sensibile e guarda con gli occhi del cuore la vita e tutto ciò che le appartiene. Ma la sofferenza è anche rinascita, desiderio di scoprire nuovi orizzonti ... con quegli occhi un po' stanchi ma ansiosi di guardare oltre ... Bellissima lirica, una confessione che emoziona tantissimo!
credo che ognuno di noi abbia provato almeno una volta nella vita tale sentimento del resto così bellamente descritto. è pur vero che sono questi stati d'animo che ci fanno riflettere e crescere. ben scritta e apprezzata
Condivido ogni verso ed in particolare la sesta strofa. In effetti a che serve tutta questa folla quando è come vivere in un deserto... meglio vivere in un deserto, almeno evitiamo la confusione fastidiosa ed abbiamo un cielo stellato da guardare. Ho vietato anche io i fiori, sono allergico e disposto di lasciare la lapide in bianco, non so leggere. Bellissima poesia di sconforto, ma anche di ribellione verso un mondo che non è capace di comprendere.
Mi soffermo ora qui e ora lì, salto da una coppia di versi all'altra, leggo e rileggo a tratti per approfondire ogni sfumatura dei vari significati espressi in questa poesia. Anche io vorrei "ammirare, sotto il cielo aperto/l'immensità del vuoto" - una composizione che lascia di strucco anche per quell'ultima strofa. Ammirata!



