Ghiaccia di zucchero

Fragili, ghiaccia di zucchero,
agli urli di aguzze menzogne,
cadono in mille pezzi lucidi vetri,
ornamento di porte e finestre
della casa sul lago.
Oltrepassano ora le vuote cornici
portando scompiglio insieme agli strali ed al vento,
nelle stanze dove non odo più echi
dove non vedo più occhi
e il tuo viso svanisce nei granelli di polvere
portando via il colore dei baci
ardenti come braci.
Sotto i coppi rossi
allineati in fila serrati dalla pioggia
che bagna la polvere
non sono più al sicuro,
girovago a tentoni
ché spenta la lanterna dalle forze della natura
folate di vento che non son canti
sono grida di primitivi retaggi.
Non solo i flebili raggi passano senza barriere
anche strali accecanti si impadroniscono della magione
non sono ospiti, oramai sono padroni,
la forza delle mie consapevolezze
si scaglia contro le debolezze...
...Ho la fede che racchiude speranze
ricostruirò tutti i vetri di forte cristallo
...Iridato.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli29 agosto 2014
ricostruire è sempre possibile quando si ha un animo positivo ed aggiungo, buono... versi sempre scorrevoli... a differenza di altre Poesie dell'Autore leggo però un velo di amarezza...
