Rieja
Io
con la mia stupida mania
degli uomini
mi ferisco sempre
come ora
che il mio sentimento
è più astruso che mai.
Si mostra come un film
che non potrò contemplare
come note che non potrò suonare.
Già se mi lambisci
con quegli occhi fuggenti
riconosco quella musica che
da lontano mi solletica divinamente
il cuore al posto tuo.
Peccato non conoscermi
come il musicista comprende la cetra.
Per te
farei a pezzi quelle pagine
e tratterrei le parole
quando mi restituisci il respiro
al modo di ieri, al chiaroscuro
vicini come innamorati
che si cercano nel buio della sala
si sussurrano al silenzio dello spazio
e si concedono pace nel mare del tempo.
Quel tempo che mi accarezza il volto
senza lasciare il segno.
Carezze che vorrei fossero tue.
©
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