727 lettori online · 363.261 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 30 agosto 2014 · lettura 1 min · 3779 letture

È chiuso il cancello della speranza

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
+ Segui
In questo pozzo pieno di sogni avvelenati v’è l’impronta dell’ansia e dei tormenti. Burattini senz’anima s’aggirano, diventano foglie seccate nel cammino verso il nulla. È chiuso il cancello della speranza. Non sanno cosa vogliono, chi sono, quali bandiere innalzano all’altare delle idee. Sentirsi alienati dalla realtà, dentro assurdi limiti per poi unirsi alla solitudine estrema e poi... il vuoto.
#Solitudine#Vigliaccheria#Speranza#Sogno
♥ 0 💬 20
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
È ancora chiuso il cancello della speranza, non trovo una via d'uscita, è come un labirinto da cui non si può uscire. Bisogna fare qualcosa, attuare uno stratagemma per uscire dal pantano in cui siamo immersi. BISOGNA AGIRE SUBITO...27 settembre 2015
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

Tutte le opere →

Commenti (20)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
piera tola30 agosto 2014

E' chiuso il cancello della speranza, speriamo non sia così, ma la realtà ci proietta nel futuro senza un futuro... noi sbandati manovrati come burattini capaci di dire si o no solo con un movimento... bandiera ideali, smarriti nel tempo che sembra essersi fermato senza via di scampo.

Catia Dinoni30 agosto 2014

Come non essere d'accordo con l'amarezza che l'autrice qui ben esprime nei suoi versi, vediamo il cancello delle speranze chiuso, un pozzo nero dove abbiamo gettato gli ideali, un futuro che si presenta cupo, e per il quale molte persone hanno smesso di lottare, dobbiamo fare molto per riavere tra le nostre mani nuovamente quelle chiavi, per riaprire ad una speranza, dobbiamo con forza di volontà tagliare i fili che ci legano ai burattinai, che hanno imprigionato i nostri sogni, che così abilmente ci hanno portato all'alienazione dalla realtà, dobbiamo e possiamo farlo, altrimenti sarebbe il baratro, la fine, se ci lasciamo andare, perderemo la nostra partita con la vita. Autrice che apprezzo sempre molto per i suoi temi volti al social

Carlo Sorgia30 agosto 2014

Lirica che tratta di argomenti attuali con grande profondità intellettuale. Versi incisivi per ideali che, più che svaniti, sono solo in sonno e il cancello della speranza non è chiuso definitivamente ma solo accostato.

In un mondo drammaticamente diviso in modo dicotomico tra inerzie e fanatismi, sempre più dominato da allucinazioni ideologiche contrapposte ad anestesie della coscienza, sembriamo spesso tutti fantocci, sonnambuli che si aggirano senza una meta chiara e consapevole ... la libertà di pensare e di sperare è soffocata da un vuoto asfittico e desolante che risucchia e vanifica ogni legittimo e naturale volo dell'anima ... versi amari e suggestivi, intimamente intensi e riflessivi

Michelangelo La Rocca30 agosto 2014

Il titolo nel suo perentorio pessimismo ricorda la scritta dantesca all'ingresso dell'Inferno: "perdete ogni speranza o voi che entrate". Versi amari e profondi nello stesso tempo che rispecchiano il deserto del vivere moderno in questi tempi altamente mediatici e globalizzati che sembrano fare da megafono al nulla gridato, al vuoto esibito e indurre al silenzio chi ha testa e cuore, dignità ed amor proprio. Ma questo pesssimismo così netto, così perentorio, provoca la reazione di segno opposto e contrario. Il lettore è spronato a reagire per superare il nulla imperante e dilagante per costruire un mondo più vero, più autentico, un mondo di uomini veri dei quali si sente e si avverte la mancanza. Poesia di un notevole spessore!

Massimiliano Moresco31 agosto 2014

Oggi è sicuramente molto più complesso rispetto ad anni addietro, perché il mondo sociale lo è. Ma senza voler essere una scusa, questa piccola introduzione fa emergere lampante una caratteristica della nostra società moderna e per il quale forse è necessario un tempo maggiore per metabolizzare e trovare i giusti antidoti. Poi è pur vero che qualcuno negli anni 70 ha voluto scientemente disattivare la presa di coscienza dei popoli con l'esistenza commerciale, facendoci discendere dalla scala dei bisogni... dagli ideali dei figli dei fiori ai bisogni indotti grazie agli status symbol che ci hanno fatto regredire nella scala evolutiva. Oggi siamo tutti potenziali bambini desiderosi dell'ultimo giocattolo. E come Bambini viziati ci trattano.

rita iacobone31 agosto 2014

Come non essere vicini al pensiero dell'autrice che sempre attenta e sensibile riesce a far riflettere il lettore. Oggi viviamo in una società dove colui che coltiva buone e generose speranze tende a rimanere isolato, troppi sono coloro intenti a correre per salire sul carro del vincitore ed emularlo più che mai, senza porsi domande e riflessioni, cadendo così in un vuoto dove la speranza non esiste proprio.

Freawaru31 agosto 2014

Si incomincia a riflettere sul titolo, la cui frase è posta in evidenza esattamente a metà del componimento - e già solo a livello di layout c'è un gran pensare. Molto ben costruite le immagini e molto ben congegnati i versi. Una poesia su cui e impossibile non prestare attenzione a ogni singolo verso. Condivisa e molto apprezzata!

Agnese Iannone1 settembre 2014

Svanisce ogni speranza quando si vedono le cose peggiorare. Si chiude "il cancello della speranza" dice l'autrice. Effettivamente si prova un senso di smarrimento e di amarezza, solo parole a vuoto s' ascoltano, "i sogni finiscono in un pozzo di ansie e tormenti". Purtroppo è vero! Traspare una sensibilità d' animo, che commuove. Molto apprezzata!

Grazia La Gatta1 settembre 2014

Un'amarezza, quello della brava autrice, che condivido. Questo mondo mi fa paura e, a volte, mi fa cadere in una profonda solitudine e malinconia ma, per fortuna, poi, mi giunge improvvisa la speranza e così, quel ipotetico cancello non si chiude. Poesia ben stilata e bello il tema. Apprezzata

carla composto2 settembre 2014

un verseggio meraviglioso che tratta un tema forte... metafore intense e sentite... il mio sincero elogio

Donato Leo4 settembre 2014

Versi che racchiudono tanti argomentazioni attuali. Spero che il cancello possa riaprirsi per sperare in un futuro più roseo.

Giovanni Chianese4 settembre 2014

Dietro ogni angolo di un marciapiede può nascondersi l'inganno del diavolo. La felicità agognata e non più raggiunta nella realtà può trasformarsi in illusione per ansimanti disperati. Ripudiati dalla comunità, trovano sfogo nei labirinti della ribellione plagiando idee rivoluzionarie o auto estinguendosi nella scia della perdizione, dove sarà difficile uscire da quell'infernale pozzo di perdenti. Sul sociale sono sempre di grande impatto le liriche di questa brava autrice che tanto apprezzo.

Paola Vigilante4 settembre 2014

Una profonda riflessione dell'Autrice che nei suoi versi fa riferimento a numerose piaghe sociali, tra cui l'alienazione che porta a sentirsi manovrati dall'alto e prigionieri delle scelte altrui, la mancanza di un sogno, di un progetto da realizzare che porta verso la perdita della speranza e della fiducia nel proprio essere ed in tutto ciò che ci circonda. Poesia molto impegnata, tristemente vera e pertanto fortemente condivisa. Molto apprezzata, fa riflettere.

Giacomo Scimonelli5 settembre 2014

versi che condivido come gli interventi degli amici che mi hanno preceduto... un Autrice sempre in grado di trasmettere le proprie sensazioni ed emozioni con stile... apprezzatissima Poesia

francesca maria soriani5 settembre 2014

La poetessa con il tatto e la profondità che contraddistinguono i suoi versi ci fa meditare sulle brutture del mondo in cui viviamo. dominato dall'egoismo e dall'individualismo che tolgono all'uomo la dignità e alla fine non pagano perché la vita diventa un albero spoglio, come se avesse paura di dare alcunché di se stesso, ombra o frutti o anche la bellezza della sua visione. Si viene fagocitati da quello stesso vuoto che si è creato intorno a sé nella ricerca di beni futili che sviliscono i sentimenti. apprezzatissima lirica, dove ogni verso sintetizza mirabilmente problematiche reali colte nella loro vera essenza

Riccardo Ruschetti5 settembre 2014

Uno spaccato genuino... autentico del nostro tempo, dove marionette s'aggirano senza un reale traguardo, senza sapere cosa realmente la loro anima abbia bisogno. Cosa può restare quando l'esistenza viene spinta senza valori in cui credere e lottare restando lontani dal "vero"? Risposta: Il vuoto!

Cinzia Gargiulo5 settembre 2014

Burattini in cammino verso il nulla, ecco quello che siamo in questa società senza valori, in cui i sogni sono avvelenati e siamo afflitti da ansie e tormenti. Anche la speranza è andata perduta e ci sentiamo come pesci fuor d'acqua, alienati dalla realtà e sempre più soli fino a sprofondare in un vuoto esistenziale che talvolta porta il desiderio di farla finita... Versi per riflettere, apprezzati molto per contenuto e forma.

Melina Licata8 settembre 2014

Le delusioni chiudono le porte alla speranza... Amarezza e disillusione padroneggiano in questi versi, molto intensi ed impegnativi ... Un tema difficile affrontato con delicatezza e maestria!!

Grazia Denaro28 settembre 2015

Un futuro che non prospetta nulla di concreto al miglioramento di vita nel nostro stato. Le sue leggi sono lacunose e sembrano remare contro i cittadini specie per i giovani, a cui non si presenta un programma di vivere concreto e sacrosanto del diritto al lavoro, magari dopo anni di studio sono ancora ancorati a saltuari lavoretti, che non permettono loro di farsi una vita. Precarietà e mancanza d'assistenza in tutti i settori. Un divario enorme tra poveri pensionati che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre gli altri, i privilegiati e furbi, hanno pensioni Luculliane. La sanità taglia su tutto, la scuola è allo sfascio ed al caos, e chi più ne ha più ne metta. I cancelli per i cittadini, non sono solo chiusi, ma serrati.