PorporaEcuore
Peppe Cassese
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Porpora e bianco il telo dell’amore
dove il tuo corpo come un francobollo
giaceva mollemente nel rossore
rapito dal vigore di un apollo.
Porpora e il cielo con le mie paure
nei tempi rinnovati dal bisogno
mentre mi accartocciavo alle torture
per dare un volto nuovo a un vecchio sogno.
Porpora e il grido delle prime sere
prestate tra le braccia a un marzo lento
lottando per trovare le maniere
di accendere un rapporto appena spento.
Porpora e il volto delle tue emozioni
inventariate il maggio sessantuno
sotto il balcone rosso dei pavoni
col bacio di quel venerdì trentuno.
Porpora e oro il giorno benedetto
scolpito dal tuo essere integrale
nella vetrina di quel dio perfetto
che resta sul camino sempre eguale.
Porpora e infine l’ultimo capriccio
che ha messo in crisi il cuore un’ora fa
mentre si consumava quel pasticcio
che ha stuzzicato il grillo dell’età.
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