Siesta

L’orizzonte si staglia
contro il sole morente;
errante srotola il vento
l’increspature dorate dell’acqua
cesellano arabeschi
un brillante sentiero
tra ombre
e sobrietà di luci
lo sguardo dei miei occhi
sotto le ciglia
simili ad ali di farfalla
s’imprime di bellezze
dipingo un affresco
affidato al capriccio
dentro una velatura
al riparo
dalle ingiurie del tempo
sfugge il giorno
nel lento crepuscolo
di ricordi danzanti:
m’avvolgono nei vortici
“prigionieri”
degli ultimi bagliori
il mio collo da cigno
e la mia bocca di lacca
evocano baci mai dimenticati
tramandati
da chi fu prima di me;
nell’ora della siesta
mi vesto di musica
d'un flamenco andaluso.
©
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